"Questo di Troia è simulacro e questa
bella imagine è d'Ida,
stanza di mille amanti occulta e fida,
in cui visse Alessandro,
fra le gregge e gli armenti;
coprono i boschi a voi Xanto e Scamandro,
ma ben potete udirne i chiari accenti,
e me vedete Enone. Io non rimango,
e mi lamento e piango
sol de l'antico, e seguo un altro duce
che seco mi conduce
e di sua mano adorna; e 'n sì verdi anni
discopre nova fede i vecchi inganni."