Astrea discesa fra' mortali in terra
sublime albergo in te ritrova e prende,
né sì alto giammai la frode ascende
che giunga al muro il qual la cinge o serra;
e chi noia le fa vaneggia ed erra,
né tanto lei, quanto se stesso offende;
e sta così lontan mentre contende
come dal ciel chi fece ingiusta guerra
Pelio mettendo sopra Olimpo ed Ossa;
né la turbano i venti e le procelle
de' nostri affetti o ver de' nostri affanni.
Pur quando il mio pensier s'alza a le stelle,
a lei perviene; ed è ragion che possa
poggiar la fede ove non sono inganni.