Grechin, che su la seggia
stai de la mia reina
la quale è bella più di Proserpina,
non vengo per furarti,
né la catena io tegno
per condurti legato in altre parti:
dunque non latrar più; frena lo sdegno
e lasciami passar sicuramente
che non t'oda la gente.
Taci, Grechin, deh! taci,
e prendi questa offella e questi baci.