A la nepote de' famosi augusti
e d'alti duci, incoronata d'auro,
Parnaso inchini ogni suo colto lauro,
onde il doppio valore ha premi giusti.
E voi, d'umano ardir confini angusti,
Abila e Calpe, e tu, sublime Tauro,
e tu, padre Appennin, tu, vecchio Mauro,
e voi, sepolcri de' fratelli Ingiusti;
e voi, che fuste già superbe strade
d'andare al cielo, Pelia e Olimpo ed Ossa,
strade fallaci e mal secure a gli empi,
ch'assai più belle, ove non erra o cade,
altissima umiltà, secura possa,
fece le vie tra i nuovi altari e i tempi.