La gloria, la facundia e melodia
dell'italica lingua, il bel vulgare,
l'ordine delle rime e del parlare
uscîr d'un corpo, e Dante in compagnia.
Nacquer le ninfe, Apollo e l'ermonia
del fonte d'Elicona e del sonare
della citra d'Orfeo, e 'l contemplare
le Muse, il cielo e la filosofia.
Giovane innamorato e virtüoso,
visse in la patria sua fin che la invidia
credette conculcarlo, e fe'gli onore.
Del suo essilio e dell'altrui perfidia,
e come visse al mondo glorïoso,
qui legger puoi per merito aüttore;
ché simile oratore
non ebbe al mondo mai sì dolce lima,
che fu 'l Boccaccio in prosa e Dante in rima.