Partita s'è la luce e gita via
che rifrettea i raggi contra 'l sole;
partita s'è quell'angelica prole
uve ben si specchiò la mente mia.
Che pò più far questa Fortuna ria
se non ferirmi dove più mi dole?
Rimossa m'ha la vista e le parole
che satisfêr mie' occhi affritti pria.
Che farò dunque sconsolato e lasso,
trovandomi lontan da tanto bene
novamente acquistato e tosto perso?
Girò cercando ogni sublime sasso,
tanto ch' i' trovi 'l loco ove mia spene
sia giunta insieme col mio cor summerso.