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1360–1419

75

Simone Serdini

Mossemi al primo sonno della notte un zelo dell'amor di quello Dio per cui tutte le cose son prodotte; sì che poi, risvegliato al pensier mio,

immaginando finsi del divino Signor ch'a questo mondo fu sì pio. Di che vegghiai infino al matutino nel gran pensier dell'ignorante mente,

e scrissi quel che dice il mio latino. Per non commettere inconvenïente, dirà sub brevità mia mente desta come ha compreso positivamente.

Ma prima seguirò il buon salmista, e invocarò l'etterna Deïtate per cui la vera gloria ogni uom acquista; e quella Madre piena d'umiltate,

che mi conceda grazia con memoria, ch'io sappi dir di sua Nativitate. Cominciaròe di Balaàm la storia, che nasceria di Jacòb una stella

che fia sostegno alla nostra vittoria. E quella fu la Vergine pulzella, che partorì quel frutto beneditto che fe' nostra natura chiara e bella.

In un presepio nacque, come è scritto, ch'è quando in Betelèm andò Joseppe che volse Ottavïan, se 'l vero è ditto. Non trovando oste allor, se 'l vero inceppe,

posârsi lì fra il bove e l'asinello, che per virtù divina ognuno il seppe. Inginocchiârsi allor davanti ad ello; l'angelo apparse a' pastor senza mora,

col verde ulivo in man, cantando quello: "Gloria in excelsis Deo!", ad ora ad ora. Poi disse: "Andate presto a quel fantino che trovarrete nella mangiatora.

Quello è l'eterno santo Serafino!". Sì che, giunti al presepe, ivi trovâro quel che sentito avien per dir divino. A molti fu il suo nascere amaro,

ché i sodomiti allora al primo tratto in quella notte tutti soffocâro; e 'l tempio della Pace fu disfatto, e la fontana, ch'era d'acqua viva,

olio fondé la notte, come è tatto. Le vigne d'Ingedì tutte fioriva e balsamo fondêro in abondanza, come che Tolomeo ne dica e scriva.

Tre soli poi ridutti in una stanza vidde Sibilla, e ciò significava la vera Trinità in una sustanza. E una stella sì s'appresentava

a que' tre regi, in forma d'uno infante che una croce sopra il co portava. E disse: "Andate in Giudea prestamente, e trovarrete quel che aspettato

avete, che nato è novellamente". Mostrò Sibilla nel cerchio dorato la Vergine col figlio di splendore, nel loco che Ara Celi è appellato,

a quello Ottavïano imperadore; sì che poi rifiutò quel ch'era detto, veggendo quel di lui maggior Signore. E cose molte assai che già non metto

apparsono in quell'or, significando la gran potenza del Signor perfetto. Ancora che la mia mente ignorando non può discerner tutte quelle cose

che ordinate son, come né quando, perché mie voglie non stieno ozïose io ho pur detto di quel c'ho trovato, come che prima il libro mi propose.

Sempre sia benedetto e ringraziato il nome di Colui che nacque al mondo per liberarci da malvagio stato; e sempre invoco il nome suo giocondo

che ci conservi nella grazia p(r)ia, guardandoci dal loco sì profondo, sì che l'ultimo dì beato sia.

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