S'io il dissi mai, che Dio da me divida la propria luce e ch'io rimanga cieco; s'io il dissi mai, io preco che ognun per me tapin devente Mida.
S'io il dissi mai, che nel mio cor s'annida mille infernal sentenze e mille Furie; s'io il dissi mai, congiurie sol Erittòn per me, qual per Igneo!
S'io il dissi mai, che la lira d'Orfeo mi si rivolga in doloroso pianto; s'io il dissi mai, che 'l canto del cherubin mi si converta in guerra!
S'io il dissi mai, ch'io veggia aprir la terra per inghiottirmi e per sorbirmi tutto; s'io il dissi mai, che 'l frutto di Maria non si trove al mio finire!
S'io il dissi mai, ch'io mi veda seguire da mille rabïosi lion fieri; s'io il dissi mai, che i veri e li superni aussilii mi abandoni!
S'io il dissi mai, che nei celesti troni per me s'ordisca una tela aspra e cruda; s'io il dissi mai, che nuda ne vada l'alma al fin giù nell'abisso!
S'io il dissi mai, che vilipeso e risso mi veggia nelle man dei barbarismi; s'io il dissi mai, che in sismi possa finire i miei lugubri giorni!
S'io il dissi mai, qual cera al foco torni, o neve al sol, o nebbia o fumo al vento; s'io il dissi mai, che 'l stento possa far io di me qual di sé Iuda!
S'io il dissi mai, che l'alma mia s'escluda d'ogni divin sperar e da clemenza; s'io il dissi mai, sentenza dà, la qual attua (tua) vera iustizia.
Nol dissi mai, ma s'alcun con nequizia t'ha riportato e di me il falso ditto, s'io il dissi mai, che scritto mi sia il paternostro per estesso!
Nol dissi mai né mai per me commesso fu tanto error né sì grave fallire; s'io il dissi mai, che l'ire tutte del ciel vengano in mia perfidia!
Nol dissi mai, ma se altrui per invidia t'ha riportato e di me ditto male, s'io il dissi mai, che 'l sale al fonte tolto ancor mi sia veneno!
Nol dissi mai e mai non ebbi in seno se non perfetto amore e servitute; s'io il dissi mai, compiute piovan per me venenose saette!
Nol dissi mai né mai foron concette fraude <e> pensier' nella sincera mente; s'io il dissi mai, ch'io stente solo in eterno senza redimire!
Nol dissi mai e <certamente> dire nol porria mai e mai non penso dillo; s'io il dissi mai, che 'l squillo soni per me al mio ultimo carme!
Nol dissi mai e però abandonarme, o cara mia speranza, or non ti piaccia; s'io il dissi mai, che i braccia magnarmi possa per superchia fame!
Nol dissi mai e, s'io il dissi, ch'io brame veder di me esterminio profondo; s'io il dissi mai, che 'l mondo mi strazie e sprezze, mi descacce e privi!
Nol dissi mai: deh, perché ora schivi la vera servitù e 'l cor sincero? S'io il dissi mai, ch'intero irmi ne possa nella inferna Stige!
Nol dissi mai, ma ben le tue vestige con carità ho imitato sempre; s'io il dissi mai, che tempre Giove per me i suoi focosi dardi!
Nol dissi mai: deh, perché or non guardi con gli occhi di pietà il tuo servente? S'io il dissi, finalmente l'eucaristia al tutto mi sia niego!
Sì che umilmente ti supplico e priego, per la vera passion di quel Signore che per lo primo errore senza rimedio in croce morir volse;
nella qual stando, con pietà rivolse gli occhi al latrón che li pendea dal lato e disse: "Collocato oggi meco serai nel degno scanno".
Poi disse: "Padre mio, questi non sanno quel che ora fanno, e però li perdona!". Poi disse a quella bona sua madre: "Mulier, ecco il tuo figliuolo!".
Questo alla madre quanto fosse duolo nol dico, ché scrivendo ora mi dole; poi disse le parole: "Elì, Elì, lammà sabacthanì!".
Poi disse: "Sitio", la salute qui desiderando; e poi: "Nelle tue mane il spirto mio remane" disse al suo Padre in voce umìle e piana.
O divina bontà, mai non si sana la rotta barca mia, se non procuri de' soccursi sicuri: Padre mio car, del ver manto la veste!
Poi disse al fin: "Or consumatum est!", e suspirando giù chinò la testa; e questo ti protesta che tu benigno a me de' ritornare.
Però, signore mio, s'alcun errare hai per peccato nel tuo petto scritto, deh, fa ch'io sia rescritto al libro della vita, signor mio,
se vuoi qui stato e nel ciel veder Dio.
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