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1360–1419

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Simone Serdini

Se le tempie d'Apollo omai s'ancilla prestar favore al tremulante plettro, io cantarò di scettro degno che per memoria eterno fia;

e, s'io osasse, io ardirei sentilla levar, con voce e divulgato sòno, d'un prezïoso dono ch'oggi nel mondo i ciel tutti s'accorse.

Io penso pur come natura porse tanta eccellenza qui fra noi mortali e sapïenza in teneri anni e scire. Ben conosco io che sotto a le sue ali

volse eleggere un sol, che tutto dire saria grave a Virgilio o quale <a> Omero; ma raccogliendo il vero, qui Eürania surga e 'l mio dir oda,

quanto fia il nostro canto or degno in loda! Io guardo, io penso, io veggio e 'l senso ammira e la magnificenza e 'l cuor gentile, e quanto sia virile;

non meno è di scïenza un ricco vaso, sublime ingegno e eloquente lira, ch'è forse d'Anfïon degna o d'Orfeo; e Cesare e Pompeo

ben posson glorïarsi aver tal figlio, clemente, ardito in arme e in consiglio, fior di costumi, onesto, illustre, ornato, dove prova fia poca uman pennello,

benigno, universale e tutto grato. Né può Traian men sullevarsi in ello, iusto amator di Dio e di scïenza; e questa è sapïenza

che ti farà regnar, s'io ben discerno, il nome, vivo, e l'alma al regno eterno. O clarità, costanza, olimpo aspetto, inclita maëstà de' ciel, sì invesco,

che quanto più m'adesco di tua virtù, più infiammo e 'l spirto orresce. O sol tranquillo, o celico concetto, in che possé natura in te peccare?

Certo in null'altro, pare, che <'n> far mortal sì glorïose membra! E se quel sacro fonte in te rassembra, da l'urbe data al vil guadagno ottuso,

spera le verde fronde anco in ristoro rassumer, le dolce onde e 'l ben rinchiuso; e come il foco purga e proba l'oro, signor mio Malatesta, il petto probo

tuo parmi che sol globo d'ogni virtù probata in te riluca: corona impetra e non sol prenze o duca! Canzon, tu ne girai da gran signori,

ché sappin ben che sia reggere stato, e, quando è ben dotato, chi s'empie di virtù non può fallire; ché ben vediàn perire

i ben della fortuna e i suoi vapori: ahi, con quanti dolori si sente l'ignorante nel cadere! Però cerchi sapere,

quanto maggior signor, s'armi in virtute, e ciò fia sua perpetüal salute!

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