Fra candide vïole, or gelse, or rosa,
mille odorifer fiori in atto strano,
vidi il mio amore, e la pulita mano
tesser cosa mortal non glorïosa.
Cantando in voce angelica e pietosa,
non mi parve la vista e l'atto umano,
tal che fra' più perfetti or saria vano
tutto parlar di sì beata cosa.
Vidi quel dio che sol di lei s'imbella,
qual mi scoperse e, per invidia forse,
con stral di foco mi dicise il core.
Ma l'angelica vista mi soccorse
sol con un cenno, e sorridendo: in quella
l'anima rivirì ch'era già fore.