Tornato è il Sol che la mia mente alberga
e lo specchio degli occhi, und'era ascoso;
tornato è il sacro templo e prezïoso
sepolcro che 'l mio core e l'alma terga.
Omai dal petto ogni vil nube sperga
il ciel, che m'ha renduto il dolce sposo:
surgete, Muse, surga il glorïoso
fonte per cui tante opre or s'orna e verga!
Ecco le stelle lacrimose e stanche
venute a ritrovare il caro signo,
or fatte illustre, ecco la bella luce!
O clemenza di Dio, porria morte anche
scurare il ciel? Non, Signor mio benigno:
questo è quel che m'impera, egli è il mio duce.