Le suavi orme e quella gentil fera,
per cui, già peregrin, lagrime e pianti
versâr questi occhi, che lor fuoco avanti
videno, e la dolcezza e 'l ben, dove era,
mutata han forma, via altra e manera,
che più potrebbe sopra i celsi canti
un corpo uman seguire, e veggio quanti
nuovi martìri in me son volti a schera.
Ma non però per forti passi e colli,
selve, foreste, boschi folti o ripa,
laco profondo, mar, fiume o pendice,
se molta povertade il cor non stipa,
o che caso fortuno o vento il crolli,
seguirò lei, ch'è d'ogni ben radice.