Frusto è del fragil legno antenna e sarte,
ismarrito il nocchier in piegar cunta,
e se infin mo nulla mancava, è giunta
nuova tempesta or, qual Nettuno o Marte.
Questo è mal che da me giamai non parte,
ma più di giorno in giorno incende a giunta:
infelice Fortuna, avrai mai cunta?
Ma se pur vòi, che valmi il predicarte?
Non però pur che per men pena a vinghio,
qual rüinando omai, se può, s'attacca
questo mio senso lacrimoso e vibro.
E qual più credo forte, ognor più fiacca
spezzar veggio, onde io più laccio e cinghio,
e sempre è bianco ogni mia carta e libro.