Vince ragion, pur vince il pravo senso,
vince pudore alfine ove è virtute
e ben ch'è nostre tempie or sorde or mute,
vince per lunga pugna il spirto immenso.
Vinto ha già me di lena 'l sacro senso,
ch'è di mio sommo ben ferma salute,
fuor di tante miserie innorme e brute,
dal vulgo ingrato e nel mal dire accenso.
Signor mio caro, omai in altra vita
finirò questi tenebrosi giorni,
ché più gloria e onore assai mi fia.
Nullo altro certo <è> mai a cui ritorni
il saldo cor, che a la virtù infinita
di vostra gentile alma e signoria.