De coris alma, angelico tesoro,
inclita fama, o cuor gentile, altero,
vaso d'ogni eccellenza, o solo impero,
virente fronde, alta corona e d'oro;
benigno signor mio, cui sempre adoro
più che secondo iddio al mondo vero,
amor m'ha mosso, il fermo ardor sincero,
porger questa arta penna al mi' ben ch'oro.
Conviene omai che folleggiando io lassi
le rime alquanto e 'l contemplare invano,
e cerchi di sapere altro volume.
E non vi paia il modo e l'atto strano,
ché mover tutto il dì vediamo i sassi,
e l'uom può sempre rompere il costume.