Signore, i' ho a te forte gridato, essendo in luogo tristo di profondo, cioè profondità del mio peccato il qual confesso a te e nol nascondo;
essaldi la mia boce, Iddio beato, non mi lasciar perire in questo mondo; e facciansi gli orecchi tuo' intendente in nel cospetto di tutta la gente.
Signore, se tu intendi d'osservare la nostra iniquità e il peccato, chi fia colui che 'l possa comportare con tante pene quante ha meritato?
Perché presso di te si vuole stare benignità, e perdonanza allato; e per la legge tua che ci hai promesso, dunque, Signor, perdonera'ci adesso.
L'anima mia si è ben sostenuta in tua parola, che è comandamento; grande speranza in te ha sempre aùta, Signor, tu se' il mio sostenimento!
La tua misericordia in me è venuta, ella mi guida e tienmi in salvamento: dalla mattina, Signor, m'hai guardato fino alla sera, e però son campato.
Io so, Signor, che 'n te sempre si truova misericordia grande e copïosa e redenzione in te sempre rinnuova; però volgi la faccia tua piatosa
inverso me, ch' i' ne veggia la pruova, guardando la mia faccia lacrimosa: però che Isräèl ricomprerai d'ogni sua iniquità che fece mai.
Ad ogni fin di salmo si vuol dire questo sì dolce e dilettoso canto: "Nella gloria sia il sommo Padre e Sire e il Figliuolo e lo Spirito Santo;
com'era nel principio fia il finire: sempre sarà e poi durerà tanto che in etterno mai non finiràe, ma in secula seculorum istaràe".
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