Skip to content
1360–1419

105

Simone Serdini

Misericordia abbi di me, Signore, ché la misericordia tua è tanta che a multipricare il suo valore il ciel, la terra è piena tutta quanta!

Leva le iniquitadi mie dal core, donando a me tua perdonanza santa: e più ti priego che d'ogni peccato ch' i' ho commesso m'abbi perdonato.

Perché la mia iniquità conosco e il peccato mio sempre è davanti dagli occhi miei, non sono io sì losco: Signor mio, i' li veggio tutti quanti!

A te solo peccai: peggio che tòsco è ogni mal ch' i' ho fatto e t'è davanti, acciò che giusto sia il tuo parlare e vinca quando vieni a giudicare.

Ed ecco adunque ch'io son conceputo pieno di iniquitadi e di peccato; e questo da mia madre i' ho saputo, che m'ha così condotto in tale stato;

a te, dolce Signor, sempre è piaciuto la verità e sempre l'hai amato: l'occulte cose di te, gran Signore, hai manifeste a me, o Crëatore.

E sopra me, Signore, ispanderai del verde issopo e <sì> sarò mondato; se <i> mie' peccati mi perdonerai, più che la neve i' sarò imbiancato;

e agli orecchi miei ancor darai letizia, e tutto m'arai confortato: dando allegrezza all'ossa umilïate, per tua benignità l'arai salvate.

Deh, vien, Signore, e volgi la tua faccia e non guardare a' mia gravi peccati; e le mie iniquitadi da me iscaccia, sì ch'io possa restar co' tuo' salvati;

e 'l cuor rinnova in me e sì ti piaccia dimenticare i miei tempi passati: e lo spirito mio è rinnovato e netto e mondo d'ogni suo peccato.

E rendi a me, Signor, la tua salute la quale per mia colpa mi levasti; e lo spirito tuo pien di virtute conferma in me, come prima donasti;

e se tal grazie mi darai compiute, mosterrò agli iniqui che son guasti, e gli malvagi a te ritorneranno e così tutti si convertiranno.

Libera me da ogni rio peccato! I' t'amerò, ché se', Iddio, mia salute; e la mia lingua arà sempre lodato la tua giustizia e la tua gran virtute.

Apri le labra mia, Signor beato, e la mia bocca con parole acute annunzierà la tua loda, Signore, e tua magnificenza a tutte l'ore.

Però, Signor, se tu avessi voluto sacrificio da me, fatto l'arei, <pur se olocausto> a te non è piaciuto: non li fo d'animal, perché son rei,

ma que' del core aresti ricevuto nel tuo cospetto, sì come già fêi: è il cor mio contrito e umiliato e 'l sacrificio da te fia accettato.

O benigno Signor, farai che noi la tua volontà buona seguitiamo, acciò che sièno edificate poi le mura di Siòn che noi veggiamo,

pigliando i sacrifici che aver suôi e le oblazïon che noi facciamo; e così noi porren sopra 'l tuo altare i buon vitei per sacrificio fare.

Del quarto salmo i' vi vo' far qui fine, appresso al quinto seguitare intendo; e se tai rime bene i' non decline, non posso più, Signore, a te m'arrendo.

I' sono in questo bosco fra le spine: chi 'n qua, chi 'n là va piano, e chi correndo, chi grida, chi rampogna e chi favella: la fantasia vien meno e le cervella!

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
105 · Simone Serdini · Poetry Cove