Beati son coloro, o vero Iddio, a cui le iniquità son perdonate e le peccata loro, o Signor mio, son ricoperte e non manifestate.
Beato vive e con magno desio chi è fuor di peccato e 'n libertate; nello Spirito Santo non è inganno: in cui regna, è beato senza affanno.
Però che lungo tempo i' ho taciuto e son molto invecchiate l'ossa mie, dunque mi fa bisogno del tuo aiuto! E mentre ch'io vegghiavo tutto die,
la notte e 'l dì sopra me è venuto la mano tua, che m'ha aggravato sìe: son convertito in miserie e 'n ruina, miserere di me, rompi la spina!
E il peccato mio è manifesto a chi lo feci, e mie ingiustizie ancora non ho coperte, e sempre sarò presto di pronunziar contra di me ognora;
ogni mia iniquità mi tien per questo, per la benignità che 'n te dimora: l'empïetà del grave mio peccato piatosamente m'abbi perdonato.
Perché mi faccia presto perdonanza a te ne faran priego tutti i santi, stando nel tuo cospetto con baldanza, nel tempo del bisogno, come fanti.
Ma molti che nel mondo fanno stanza, che sono inviluppati tutti quanti in tra' ben temporali, e quivi stanno, costoro a me non s'approssimeranno.
Ma rifriger tu mi se' sempre stato in tutte quante mie tribulazione, ché tante volte tu mi se' aggradato. O allegrezza mia, vero campione,
fa che per te io sia ricomperato (abbi alquanto di me compassïone!) da chiunche mi circunda, o Signor mio: sa' che aiutarmi da lor non poss'io.
Signore, tu dà chiaro intendimento, per tuo ammaestramento di ragione, mostrandomi di ciò buon argumento e per lo qual tu di' ch'i' poserone.
Sopra di me l'occhio di sperimento tu fermerai per mia compassïone; ma pur, che come bestia io non diventi, ch'è fuor d'ogni ragione e sentimenti.
Costringi le mascella di coloro che vantando si vanno del mal fare; però che non verranno a te coloro, se non raffrenerai lor mal parlare.
Sempre fa 'l peccator da te dimoro e fia punito del male operare; ma s'egli arà in Dio ferma speranza, arà misericordia e perdonanza.
Ora vi rallegrate del Signore, voi che vivete al mondo giustamente con puro e netto e gentilesco core; nel cospetto di Dio e della gente
voi siete giusti, e del divino Amore. Però ciaschedun resti pazïente, avendo sempre il cuor diritto a Dio, con questo salmo, il quale ho finit'io.
Questo secondo salmo ora è finito e 'l terzo seguirà or di presente; o Signor mio, i' so ch' i' ho fallito per la cagion dell'esser nigligente:
e sì ti priego, Signor mio gradito, che al seguir m'allumini la mente, per modo i' venga sempre migliorando; e l'alme nostre ancor ti raccomando.
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