Veggio cangiarmi alla giornata il pelo,
le membre titubar, guizzar la scorza,
la fronte impallidir, scemar la forza,
e convertirsi ogni vapor in gelo.
Veggio a la mia virtù visiva un velo
porsi dinanzi e, come il fuoco ammorza
l'acqua, natura ad obedir, mi sforza
dove vanno, ir, quanti ne copre il cielo.
Però ciascun mortal dovrebbe porre
sua speme in vita stabile, ché questa
patria non è, ma via che a morte corre.
Così avess'io ne' miei primi anni desta
la mente a contemplar quel ch'or m'aborre,
ch'io sarei fuor di affanno e di tempesta!