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1886–1907

«Vigilavano le stelle»

Sergio Corazzini

Vigilavano le stelle le tre vecchie sorelle morte, ne le tre celle. Erano chiuse le porte,

e dietro la porta c'era una piccola bara nera un odore antico d'incenso e tutte le povere cose

e forse ancora le rose dell'ultima primavera. La Morte veniva leggiera, soave, chiudeva le stanche

pupille, veniva ogni sera quasi, e trovava le mute sorelle sopravissute raccolte, più vecchie, più bianche,

intorno alla piccola bara dell'ultima morta a pregare, così passa e ripassa il crudele spegnitoio su le candele

cristiane de l'altare. Ma la Morte aveva fretta. Non erano chiuse le porte di tutte le celle? Non c'era

un grande silenzio nell'aria? Nella cappella solitaria perché non veniva accesa la piccola lampa sospesa

davanti all'Agnello confitto in croce? — la Morte si chiese — come non se ne vedeva, l'enorme cuore trafitto?

Le tre suore dimenticate, erano molto malate? Stavano in agonia: ecco perché nella via

non si udiva quella sera la nota soave preghiera ecco perché nella chiesa la lampada non era accesa.

Ma la Morte comprese e accorse. E vide distese sul letto con un coltello nel petto le tre suore agonizzanti

e vide le celle diserte, tutti i vetri infranti tutte le porte aperte; e nell'ombra vide, forse

le vecchie monache morte di consunzione uscir da le bare corrose e fare corone

e fare ghirlande di rose al lume de le stelle per le tre sorelle distese sul letto

con un coltello nel petto.

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