Tu che mi vedi ogni mattina all'alba,
andare, come è mio fedel costume,
quando la luce è ancora incerta e scialba,
a bagnare il mio pan nel dolce fiume;
tu che mi vedi andar sporco e stramato,
che mi vedi morente di stanchezza
tu, che nell'occhio mio, imbambolato,
leggi la fame, l'odio, la tristezza;
tu che mi vedi andare per la via,
barcollando per sonno e non per vino;
tu che m'hai visto un dì, fanciulla mia
piangere il mio dolor come un bambino;
tu che stanotte, uscendo da una festa
m'hai scorto ai piedi d'un fanal, seduto;
a rosicchiare un torzo, e un poco mesta
m'hai gettato uno scudo ed un saluto;
tu che mi vedi errar solo nel mondo,
oh, non devi pensar tu folle e lieta
che io sia qualche triste vagabondo,
no, bimba mia, fui sol troppo poeta.