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1886–1907

Sonetto della desolazione

Sergio Corazzini

Anima, come oggi nessuno arriva, non tendere le pallide tue mani a i cieli, troppo noi siamo lontani e troppo melanconica è la riva.

Dici: domani... Oh, non sperar domani più! La speranza è nel tuo cuore viva così che l'abbandono la ravviva con i suoi tristi addii quotidiani?!

Ben ora è che di tutto si disperi e che il rosario dei futuri giorni ci conduca al più puro dei misteri in queste solitudini malate,

vedove di partenze e di ritorni, simili a stazioni abbandonate.

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