Anima cara, come un filo d'oro,
ignoto a questi nostri occhi mortali,
ne le quiete, pie notti invernali,
o ne le bianche aurore, a messidoro,
sonoramente lega tra di loro
le tremule fiammelle siderali,
occhi d'angioli, acuti come strali,
o tremolanti in tenero martoro,
anima cara, come fine stelo
sorregge il giglio, candido vasello,
e se lo stelo muore, il giglio muore;
così, perduti sotto un tetro cielo,
voi mi siete sorella, ed io, fratello,
malinconicamente, nel dolore.