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1886–1907

Sera della domenica

Sergio Corazzini

Ora che li organi di Barberia singhiozzano al Crepuscolo li ultimi balli e le ultime canzoni anche una volta, quasi una paura

folle di rimanere soli nell'imminente ombra li tenga; ora che i poveri amanti hanno sepolta

nel cuore, senza piangere, la piccola loro felicità domenicale, e vanno muti per il noto viale

al convegno dell'ultima tristezza; ora che il pianto in maschera di Sorriso affetta ancora un'aria disinvolta

prima che scada il facile noleggio dell'abito di gala; ora che ne' conventi e ne' collegi abbassano le lampade,

asciugano le lagrime, e s'imagina che nel Paradiso ogni giorno sarà domenica;

ora che nei postriboli le femine si lasciano baciare cantando il breve elogio funebre

della verginità; il Poeta, ebro di morte, viene a patti con la Disperazione

che gli offre il domani con tutte le sue piccole ire sorde, le sue facili rassegnazioni, mentre gli ride in faccia

perché non seppe ancora morire di fame!

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