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1886–1907

L'ultimo sogno

Sergio Corazzini

Io sono giunto alla città nel mezzo del bosco. Batto alla porta, nessuno domanda, batto a tutte le porte

della città muta; non odo che fontane cantare canzoni senza ritornelli a la Monotonia.

Io grido: «non saprò domani tornare per la stessa via! Sono un fanciullo bianco

ed è fiorita per i miei capelli una ghirlanda! Le mie piccole mani sono pure come quelle dei santi di cera;

amo le creature non so che una povera preghiera». Le fontane cantano sempre nella città muta dei sogni.

Io mi allontano e la mia veste bianca se la dividono i rovi, e la mia ghirlanda s'è mutata

in una corona di spine, le mie piccole mani sanguinano senza fine e l'anima è triste come

li occhi di un agnello che sia per morire. E le fontane cantano dietro le bianche porte.

Ah! sono io dunque colui che non dormirà più che non sognerà più fino alla morte?

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L'ultimo sogno · Sergio Corazzini · Poetry Cove