Il sole tramontava nel suo mare,
era il ciel di viola. Ginocchioni,
io leggevo nei tuoi grandi occhi buoni,
che mi lasciavi un tempo sfiorare
con la bocca, io leggeva ne le care
pupille tue, la fine. Le illusioni,
fulgidi, immensi, ma fragili troni,
col sole io le vedeva tramontare...
E lentamente, come se il tuo cuore
rimanesse nel petto mio squassato
dai singulti, con dolce e noto gesto
mi porgesti la man piccina, fiore
di neve, ed io la strinsi disperato...
Credeva di sognare, oh no, era desto!