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1886–1907

Il convegno

Sergio Corazzini

Mentre ad un nuovo ballo il cavalier la invita — oh come è impallidita la bocca di corallo! —

Mentre nel cuore trema già la speranza folle: — Perché, perché non volle venire? ch'egli tema? —

La cara e nota voce sussurra: Io son venuto! — Come sotto il velluto il cor batte veloce! —

Io son qui, non temere, o cara, o mia dolcezza, anima, mi si spezza il cuore di piacere!

Io son qui, non vorrò che vederti, sfiorare le tue manine care... non mi diran di no.

Io t'amo, tu lo sai, per te colsi le rose bianche, maravigliose di tutti i miei rosai.

E ne ho fatte corone per la tua fronte pura, piccola creatura dalle pupille buone.

Io t'amo, tu lo sai, t'amo d'un amor folle come nessuno volle amar nessuno mai,

oh stringerti al mio cuore tenacemente, oh udire dalla bocca fluire dolci frasi d'amore.

Ma la voce del caro amante s'è perduta e appare sulla muta bocca un sorriso amaro.

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