Il prete bianco s'affacciò, protese
le faticate braccia sì soavi
ai cieli e mormorò: — parvero gravi
le sue parole quanto mai — «Le offese
perdono, come già Tu perdonavi,
ho vestito un ignudo, a chi mi chiese
la spiga ho dato il pane, ai venti ho stese
le mani e assai rimproverai gli ignavi.
Colmo è l'ovile, ma la porta è aperta!
Un'agnella fuggì ieri — ben sai —
ma stamani tornò nel buono ovile».
Disse il vecchio e la mano bianca e incerta
levò per benedire come mai
il villaggio, la chiesa e il campanile.