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1886–1907

Il brindisi folle

Sergio Corazzini

Amica, bevi, questa è la coppa, il vin trabocca, su presto, vuotala! Oh disfreniamoci, amica, in groppa delle follie, ché viè quaresima!

Ebe, così, nuda, io ti volli, nuda e magnifica! Ben feci a cingerti il corpo splendido di rossi e molli garofani, bocci di sangue!

Vedi, la folla briaca siede malferma e ghigna o dorme o vomita... amami adesso, Ebe, la fede la spezzerai, oh non ne dubito!

ma fa che almeno io questa sera senta di vivere fra le tue morbide braccia! Tu, come la Primavera sei bella, o giovine, togli la maschera!

Suggimi, amica, dal labro fiacco la vita, infondimi nel sangue il brivido ultimo! Ebe, sono un vigliacco, è vero; piccola Dea perdonami!

Ma dimmi allora, dimmi ov'è mai l'oblio soave che anela l'anima irrequieta? lo sai, lo sai? O giovinetta sfiorita, parlami!

Taci? Ben io ti dissi allora che nell'ebbrezze che negli spasimi di quella carne che c'innamora, e i sensi infiamma l'oblio trovasi!

Ebe, sei triste? su via sorridimi; pensi alla Morte fra tanta vita? È l'alba. Amica, sei un poco pallida, vuoi ancor gioire? Ti sei pentita?

Vedi, laggiù, solo, in quell'angolo c'è un cavaliero... Da quali porte entrò? Tu tremi... amica, baciami furiosamente! Egli è la morte!

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