Ritornata la signoria in la corsa,
Ritornata la signoria in Guascogna,
Italia mia gentil, va, te vergogna
Che in tanta servitù tu sei transcorsa.
Dove è il tuo senno e la spada e la borsa?
Ché non l'adopri quando el te bisogna?
Tu sei come colui che giace e sogna,
Che non è ben svegliato e il sonno ha in forsa.
Vedi la nave che col vento in poppa
Corse piscando già il mar de Tiberia
Che in la galea d'un Catelan se intoppa,
E presa in servitù ne va in Iberia?
Ma meglio te era de brusar la stoppa
Per Marco, o per Clemente, o per Aleria,
O fa qualche dì feria
A questo tribunale e Giuliano
In questo mezo a Ascanio farse umano,
E toccarse la mano
E non voler questa Corona in Spagna,
Ché chi vedesse in Ciel Petro se lagna.