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1466–1500

9

Serafino Aquilano

Fui serrato nel dolore Con la morte a canto a canto. Ha ha ha! men rido tanto Ch'io son vivo e son di fuore!

Viddi casa altiera e illustra Che di fuor rende splendore, Ma ogni arbor non dimustra Per la scorza el suo valore;

Perché drento con dolore Se sospira in ogni canto. Ha ha ha! men rido tanto... Da mia sorte fui conducto

In questa aspra e ria pregione Fra color che han perso al tucto L'intellecto e la ragione; Dove è gran confusïone,

Chiusa sta sotto un bel manto. Ha ha ha! men rido tanto... Trovai scripto ne l'intrata Tal parol a lettre d'oro:

– Qui di stento è gran derrata, Crudeltate è mio thesoro, Dono morte per ristoro, Per servitio, eterno pianto.–

Ha ha ha! men rido tanto... – O tu ch'entri in questa stanza, Che hai la via smarrita e torta, Lassa fore ogni speranza!

Qui virtù convien sia morta. Prima ch'entri in questa porta, Ti dispoglia tutto quanto.– Ha ha ha! men rido tanto...

Ne l'intrar sij bene accorto, Ché mai più ritorni al passo. Gusterai d'un viver morto, D'un calar sempre più basso,

Né mai più ritrovi el passo, Forse non per via de incanto. Ha ha ha! men rido tanto... Giù per l'infernale Stygge

Non fur mai tanti tormenti; Lachrimando ognun s'affligge, Vanno al ciel gli aspri lamenti; Ad ogn'hor per tutto senti

– Miserere–con gran pianto. Ha ha ha! men rido tanto... Dove in fume se risolve Ogni bon servir con fede,

La speranza tutta in polve Fra li venti ogn'hor si vede. Quanto è misero chi crede Haver ben per aspectar tanto!

Ha ha ha! men rido tanto... Non pensar che sia fino oro Tutto quel che in terra luce. Spesso un bello et degno alloro

Tristo e mal fructo produce; Son più voce assai che nuce: Non è bon creder cotanto. Ha ha ha! men rido tanto...

Spesse volte in un bel prato Sta fra i fior la serpe ascosa. Resta assai spesso gabbato Chi se fida in ogni cosa.

Se la fé m'è sì noiosa, Haverò pur nobil vanto. Ha ha ha! men rido tanto... Gran thesoro e pretïoso

Fra li sterpi e fra li sassi Spesse volte sta nascoso, E fra lochi humili e bassi Tal per pian mena li passi

Ch'un gran spino el pie' gli ha franto. Ha ha ha! men rido tanto... Ben me accorsi del veneno Del paëse pien di tigna,

Che non era bon terreno Da posservi piantar vigna. Ma la mia sorte maligna Mi condusse in simil canto.

Ha ha ha! men rido tanto Ch'io son vivo e son di fore!

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