Io son quel lauro e quella amata fronde
Conversa in arbor già di corpo umano,
Per cui disceso in questo basso piano
Quel che alla scura terra al lume infonde.
Dello car triunfale ornar le sponde
Solevo al forte vincitor romano,
Non fabrica per me strali Vulcano
Né vento, o pioggia vien che mai mi sfronde.
Sempre più fresca son, sempre più verde
Per coronar poeti, a 'l mio vigore
Demostra che virtù vigor non perde.
Io li son fama eterna, eterno onora,
Per me la fama lor cresce et inverde,
El nome viver fo, sa 'l corpo more.