Non per ingegno uman sublime et alto
Mia forma al natural sì forte arriva;
Ma la cagion ch'io fui de spirto priva
Fu un troppo ardire, un temerario salto;
Che dando spesso uno importuno assalto
Con gran vaghezza al volto de mia diva
Subito, ancor che fusse alata e viva
Mi fe' col sguardo transmutare in smalto.
Male è dunque sdegnar tanta bellezza
Che transmutata m'ha in un duro sasso;
Troppo ardir, troppo amor, troppo vaghezza.
Così va chi de loco infimo e basso
Vòl poi sallire in tanta extrema altezza
Da voglia spinto, e non misura el passo.