Biasma pur, viator, le insidie latre
Del mundo, e de fortuna iniuriosa
E morte non biasmar, che è assai pietosa
Né a me fur l'opre soe maligne et atre.
Fui lieta infante, e poi dal caro patre
Nel fior mio giovenil devenni sposa;
Gustai, produxi frutto, ebbi ogne cosa
E in piccol tempo fui figliola e matre.
Ressi, ebbi assai virtù, preclaro scamno,
E tutto quel, perché se vive al mondo,
Sì che era vecchia nel vigessimo anno;
Che viver più, se non in più giocondo
Stato, el mondo lassar colmo d'affanno,
Ché spesso un dolce ha qualche amaro al fondo.