Non so se sia difetto di natura,
O pur del mio destino o tua beltate,
Ch'io vedo l'acque aver frigiditate
E far la calce calida e men dura.
Un'altra pietra ancor di più fredura
Che 'l ferro che non ha caliditate,
Con la sua forte e gran rigiditate
Di quella ne tra' foco ch'arde e dura.
Et io di questa donna altera tanto
Che nello aspetto suo tanto abil pare
Nulla arder posso o rescaldarne alquanto.
Con l'esca, col fucil, col martellare,
Con li continui preghi e longo pianto
Una scintilla mai non poté trare.