Or più non dir che 'l mio sia amor corrutto
Se ben monstro biasmar la tua beltate,
Che in man d'alcun c'ha troppo gran pietate
Nel medicar l'infermo è mal condutto.
Mirando un tempo ogne terren sì rutto,
Le vite lacrimar tutte tagliate,
Chi non dirìa che fossero stirpate
E poi producon sì mirabil frutto?
E fassi quello, acciò che 'l ciel superno
Una stagion sì forte non compiaccia,
Che l'altra pata poi per mal governo.
Così talvolta anch'io convien che faccia,
Che monstri amor guastar per farlo eterno,
Perché fortuna al ben sempre minaccia.