Deh, vieni, Morte, che la carne è fuora
D'ogni vigor, et più non fa riparo!
Questo longo stentar troppo me accora,
Non sia el tuo arco in uèr di me più avaro!
Un tempo vissi al mondo in la mal hora
Gittando i mesi et gli anni in pianto amaro;
Hor questa trista vita ho preso a sdegno,
Ché al miser mai riesce alcun disegno.