Legiadra nympha mia, pur me ne vo,
Così comanda la fortuna a me.
Ma per saper che de tornare io so
Il cor mio afflicto in forza lasso a te.
Et se più nobil pegno non ti do,
Maraviglia ad alcun parer non de':
Ché un servo non pò fare al suo signore
Maggior presente, che donarli il core.