Un fidel servo ch'in voi sola crede
Mi manda qui ch'abbia a parlar di lui,
Ma chi è serrato et in poter altrui
Pò mal per altri adimandar mercede.
Voi sol adora, et altro sol non vede,
E quante volte canto inanti a vui
Sappiate allor ch'io parlo di costui
E ve ricordo la sua antica fede.
Ma perché la mia lingua el meglio tace
Vi mandò qui secreto un altro messo,
Suo proprio cor, che fra mie piume iace.
A dirne el tutto a lui solo è concesso;
Di me non cerco, or ch'assai più mi piace
Prigion con vui che libertà con esso.