Lo indegno mio servir per suo restoro
Non aspettava in or tuo aspetto altiero;
Ma un tale exempio de beltate invero
Non merta simulacro altro che d'oro.
Ma ben che sia molto magior tesoro
La penna mia nel tuo nome sincero,
Meglio anche in or monstrar poi morte spero
La vera effigie tua, che in foco adoro.
Tanti stral d'or, che amor m'aventa al core,
Dove l'imagin tua sì viva appare,
Tutti li funde alfin l'interno ardore.
Vien poi quello or la tua forma a stampare
E se una imagin d'ogne stral vien fore
Pensa se al mundo assai ne potrò dare.