Io pur risguardo il ciel de stella in stella,
Ché so che 'l mio mugir la sù si sente,
Se in alcun segno cognoscesse quella,
Che a sì gran torto al mio martyr consente,
Dandomi in preda a chi è del ciel ribella;
Né mai per mio clamor si muta o pente,
Benché nel ciel sia stabilito e fisso,
Che un giusto querelar move l'abysso.