Già sento uscir d'ogni caverna obscura
Fiere affamate, ingorde, aspre e vorace,
Che de assidiare mio corpo haranno cura,
Quando disteso e morto in terra iace;
Et per donarmi honesta sepultura
Me harà nel ventre alcun lupo rapace,
Né saxo cerco sopra–ornato e pulchro,
Ché non merta il mio corpo altro sepulchro.