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1466–1500

24

Serafino Aquilano

Chi non sa come a un punto alzi et abassi Fortuna i tristi e miseri mortali, Se in me si specchia e ne' mie longhi mali Vedrà che matto è chi suo servo fassi.

Già fui sì alto ch'io sprezava i bassi, Et esser mi credea fra li immortali; Ma poi che questa iniqua aperse l'ali Caddi qual giù da' monti e' gravi sassi.

Perso ho l'ingegno, i sensi et ogni possa, Né spero più di rilevarmi in piede, Sì rotti ho i nervi, le medolle e l'ossa. Però chi in cima di sua rota siede

Exemplo pigli dalla mia percossa; Ché savio è quel che inanzi al mal provede.

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24 · Serafino Aquilano · Poetry Cove