Poi che alla acerba mia mortal ferita
Più non trovo riposo o scusa alcuna,
Io maledico amor, morte e fortuna
Che non me uccidon con pena infinita.
E tu, a cui quest'anima smarrita
Ha dato in preda mia sorte importuna,
Ricordate di me che tu sol una
Hai potestà di mia morte e mia vita.
O inaudito e supremo dolore,
Nel patir mio vorrei esser di sasso
Per non sentir spiccar dal petto el core.
I' me ne vo piangendo a passo a passo
E perché el corpo, el core e l'ultim'ore,
Donna, nelle tue man mio spirto lasso.