S'io leggo o scrivo, penso, parlo o ascolto,
S'io veglio, dormo, vado o fermo il passo,
Se 'l mio voler raffreno, o ver s'io lasso
Ognor mi trovo più ne' lacci involto.
Un canto di serena, un umil volto
M'han trasformato de un omo in sasso,
Che s'io mi lievo a vol ricado al basso,
Tanto a me stesso del mio arbitrio ho tolto.
Como ben dimostrò questo appetito
D'esser infermo, quando fu sì ingordo
Di quel ch'a tua salute ogi è sì amaro;
El cor ch'al disserar trovai ferito
Vòl ch'io chiami mercede a un aspro sordo,
Che fa che tardi a le mie spese imparo.