O felice Fidel, ch'oggi sei stato
A mirar quella man, ch'io miro invano;
Non te dimando del suo curso umano
C'ha 'l sguardo suo quanto dal ciel gli è dato.
Ma dimme alquanto del mio crudo stato
(Già che mia vita exulta in la sua mano)
Se è da sperare, o qualche caso strano
Se vol ch'io mora, o ver farmi beato.
Di lei non te admirar se ha longa vita,
Perché ligata e gionta è già con essa
La mia, che nel suo volto l'ho smarrita.
A viver con mei giorni ora se è messa
Per non fruir li soi, né farne uscita,
Ed io porto di lei la morte impressa.