Nel ciel creata fui E, per voler di lui, discesa in terra, Dove ogni iniquità si serra e chiude, A ciò le genti rude, inculte e strane
Divenissero umane, alte e joconde: Ché in tenebre profonde era già il mondo. Ond'io me 'l fei jocondo e pien di luce, Tal ch'ogi me produce amara vita.
Era già riverita in ogni parte, Come per tante carte oggi si mustra; Chiamata: chiara, illustre, alta e sublime. Ne le contrade prime altera, stetti;
Sotto alti e ricchi tetti era il mio letto; Bramata cum diletto in ciascun lato; E sol chiamar beato si posseva, Chi del mio amor ardeva. Ahi mondo cieco!
Che quel ben che poco hai, tutto è cum meco. Or, disprezzata e scossa, Non ho più ardir, più possa, né vigore! Mancato è il mio valore et in tal modo,
Ch'altro il mondo, che frodo, ogi non prezza. Calata è la mia altezza; e mi confondo, Ch'io sia caduta al fondo. Ahi mondo ingrato! Di luce ogi privato e d'ogni senso!
Che, se ben dritto penso e ben comprendo, Vedrotti ancor, morendo, richiamarme. Cerca pur di scacciarme e farmi oltraggi; Per lochi aspri e selvaggi or me desvia:
Ch'io son già posta in via con gran disìo, Per ritornare al mio primo ricetto, Lassù cum gran diletto, altera e bella; E 'l ciel, con mia sorella, or me richiama,
Ch'al mondo ha nome Fama, anche somersa, Nata in un parto e va como io, dispersa. E perché in questo loco, Odo che del mio foco anche si sente,
Vengo qui audacemente a dimostrarme, Dove l'ingegno e l'arme il mio nome Risona, non scio come, ad alta voce! E, benché ognun in croce oggi mi volia,
Spero ch'alcun me accoglia e cum riposo; Ch'un Signor valoroso e triunfale, Che sopra ogni altro vale, anche me adora; Che qui dentro dimora e forzia quella
Liggiadra mia sorella, ahi! ch'io tanto amo, E notte e dì la chiamo! Ah! questa è lei! Mancan li affanni mei! Son già contenta! Credea che fosse spenta, Eccola altera!
Questa è salute vera al dolor mio. Complito è il mio desio, Mi levo il velo! Or posso, ormai, con lei tornarmi in celo.
Cookies on Poetry Cove