– Chi sei, donna, che vai per queste corte
Gravida e cieca e con bella sembianza?
– Per mio nome chiamata io son speranza
E vo girando intorno a l'alte porte.
– Chi t'ha ciecata con sì iniqua sorte?
– El superbo tesor ch'ai morti avanza.
– Ma con chi di pregnarte ha fatto usanza?
– Con un disìo che ognor mi siegue forte.
– Che parturisci quando el tempo viene?
– Talor, ma raro, un bel stato giocondo,
El più spesso gran guai, tormenti e pene.
Perché son cieca molti tiro al fondo;
Mal par che carca sia di tanto bene
Ch'ogi adorata son da tutto el mondo.