Vui che passate qui, fermate el passo
E contemplate la mia acerba morte;
Giovene fu' amato, ardito e forte
Et or son polve tutto in questo sasso.
Che val essere altiero e far fracasso
D'oro, terreni aver, aurate porte,
Se in un sol punto la incurabil morte
Alfin conduce ogni disegno al basso?
Ma virtù che non è sotto sua possa
Fiorisce più verde al suo dispetto,
El resto che val nulla (si) giace in fossa.
Guardate adunque al mio mutato aspetto,
Gioveni, che vil cosa è un corpo d'ossa
Se di mortal virtù non è concetto.