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1466–1500

105

Serafino Aquilano

Vui che passate qui, fermate el passo E contemplate la mia acerba morte; Giovene fu' amato, ardito e forte Et or son polve tutto in questo sasso.

Che val essere altiero e far fracasso D'oro, terreni aver, aurate porte, Se in un sol punto la incurabil morte Alfin conduce ogni disegno al basso?

Ma virtù che non è sotto sua possa Fiorisce più verde al suo dispetto, El resto che val nulla (si) giace in fossa. Guardate adunque al mio mutato aspetto,

Gioveni, che vil cosa è un corpo d'ossa Se di mortal virtù non è concetto.

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105 · Serafino Aquilano · Poetry Cove