Skip to content
1466–1500

103

Serafino Aquilano

Orfeo cantando con l'aurata cetra Mosse quell'ombre impalidite e smorte; Ché ancor là dentro alle tartaree porte Da qualche tempo pur pietà se 'mpetra.

Et io piangendo arìa mosso una petra, Ma come piace a la fatal mia sorte Combatto da adamante un cor più forte, Che per ingegno alcun mai non si spetra.

Priego una alpestra e dispietata tigre, Un'alma sorda che 'l pregar non ode, Anzi ode, e vede, e del mio mal si pasce. Son le mie rime a quella altera pigre,

E di stancarmi si triunfa e gode; E così va chi sfortunato nasce.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
103 · Serafino Aquilano · Poetry Cove